Simone de Beauvoir non è una ragazza perbene

Fin da bambina Simone de Beauvoir (1908-1986) coltiva un sogno piuttosto raro per una donna degli inizi del ‘900: insegnare. Così, dopo la laurea in filosofia alla Sorbona, ottiene l’abilitazione all’insegnamento della filosofia riservata solo agli studenti più meritevoli.

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Simone de Beauvoir

«Storia di una ragazza perbene»

Nel frattempo Simone si allontana sempre più dalla rigida religiosità della sua famiglia, fino a dichiararsi atea. Condanna l’ipocrisia e il perbenismo di una borghesia cattolica (da cui proviene) che imprigiona la libertà delle donne. Decide di non voler più indossare l’abito della “ragazza perbene”.

Considerata tra le più importanti menti dell’esistenzialismo, il suo nome è ancora troppo poco citato tra i grandi della filosofia contemporanea; ancora spesso oscurata dal suo compagno di vita e di battaglie: Jean-Paul Sartre.

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Jean-Paul Sartre e Simone de Beauvoir

Simone e Jean-Paul

Il profondo legame intellettuale e sentimentale li porta a vivere il loro rapporto in assoluta libertà. Sebbene non si sposeranno mai (continuando entrambi a vivere altre relazioni), rimarranno inseparabili per tutta la vita. Con Sartre, Simone de Beauvoir vive gli eventi più sconvolgenti del suo secolo (primo fra tutti la Seconda Guerra Mondiale) e la passione per le idee del socialismo.

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Simone de Beauvoir, Jean-Paul Sartre e Che Guevara nel 1960

Tuttavia, la de Beauvoir non si abbandonerà mai a nessuna religione di partito e non esiterà a prendere le distanze dalle degenerazioni del comunismo, contrarie ai suoi ideali di libertà e di giustizia.

Afflitta da una perenne angoscia esistenziale, l’analisi di Simone de Beauvoir è ancora del tutto attuale e sottolinea i tratti di una crisi del mondo e della società contemporanei che risveglia gli istinti più bassi dell’uomo.

Scrittura e femminismo

Nel saggio che l’ha consacrata a livello internazionale è contenuta la sua riflessione femminista: Il secondo sesso. Ancora oggi oggetto di studio per l’analisi socio-morale della condizione femminile, il saggio offre una risposta del perchè storicamente la donna sia sempre risultata subordinata all’uomo. La de Beauvoir afferma provocatoriamente che la donna è vittima e complice della propria subordinazione, perchè (forte della base esistenzialista della sua filosofia) ogni individuo è libero e nessuno può impedirgli di esserlo. Per Simone la liberazione della donna può e deve essere il risultato di una lotta collettiva, che deve giungere ad una libera e paritaria relazione tra i sessi.

“Non è nel dare la vita ma nel rischiare la vita che gli esseri umani sono superiori agli animali; questo è il motivo per il quale nell’umanità la superiorità è stata data non al sesso che porta avanti, ma a quello che uccide.”

S. de Beauvoir, “Il secondo sesso”

Il saggio riceverà molte critiche da parte della Chiesa, che lo inserirà nell’Indice dei libri proibiti ed alcune librerie arriveranno a boicottarne la vendita. In entrambi i casi non si riusce a fermare l’inarrestabile successo del saggio e della sua scrittrice.simone-de-beauvoir.jpg

Dal 1958 al 1972, Simone de Beauvoir si dedica alla sua autobiografia, pubblicata in quattro volumi: Memorie di una ragazza perbene, L’età forte, La forza delle cose, A conti fatti. Si tratta di un’opera particolarmente preziosa perché, oltre a fornire la storia personale della scrittrice, rappresenta una testimonianza diretta sull’atmosfera e sul dibattito culturale tra gli anni ’30 e ’60.

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Un pensiero riguardo “Simone de Beauvoir non è una ragazza perbene

  1. Grandissima! Ricordo che la scelsi come autrice di filosofia da portare all’esame orale della maturità, anche se, durante l’anno scolastico, con la mia classe eravamo riusciti a studiare a stento Sartre… Purtroppo, spesso non si ha il tempo nemmeno di introdurre certi autori o certe autrici! La nostra insegnante di filosofia ha fatto quello che poteva, ma il programma del quinto anno è davvero vasto…

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